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Tendenze marketing 2017, quali novità ci aspettano

Tutto fa pensare che le tendenze marketing 2017 rappresenteranno una vera e propria transizione di non sempre ovvia lettura, attestando il passaggio dal “vecchio” modello al “futuro”. Concetti che durano l’arco di pochi mesi, ormai.

Quello appena iniziato sarà un anno difficile per chi lavora nel marketing. Normale, dirai tu. Sì, è vero, ma tra le tante sfide che ci attendono, quali sembrano essere i trend di marketing più rilevanti per il 2017? Proviamo a immaginarlo qui.

  1. Il mobile è ormai il baricentro

Nulla di nuovo sotto questo cielo, salvo il fatto che ormai il mobile marketing non è più un accessorio, una sorta di strada parallela, o quasi un “fastidio” come si tendeva a percepirlo fino a qualche tempo fa, quando – ad esempio – il responsive creava non pochi problemi. Ora il mobile marketing è il baricentro delle attività di ogni azienda. Vendita con e-commerce da mobile compresa.

  1. Messaggistica vs. Public content

C’era una volta il contenuto pubblico. Un esempio? Facebook. Si condivideva, si discuteva e si interagiva con contenuti pubblici. Poi sono (ri)esplose le soluzioni di messaggistica privata. Altro esempio? Whatsapp. Diventa sempre più difficile dire come nascono, muoiono e circolano determinati contenuti. E soprattutto diventa sempre più difficile capirne il perché. I dati a disposizione diventano sempre più sfuggenti, o totalmente assenti, o alla portata di pochi. Non si può escludere che – in tempi non troppo lontani – Whatsapp, Telegram & Co. realizzeranno piattaforme per le aziende con tanto di insights.

  1. Content marketing prima di tutto

Secondo Smart Insights il content marketing sarà il primo strumento nel 2017, tornando quindi a fare la parte del leone. Scrivere, realizzare prodotti multimediali di qualità e poi diffondere e far circolare questi contenuti (meglio se pensati per essere virali) diventa sempre più importante. Il problema è che ormai l’assuefazione da contenuti virali è altissima e il “condividi se sei d’accordo” è una tecnica sempre meno efficace. Non ci sono soluzioni prevedibili e standardizzabili. Esiste solo la creatività e l’unicità.

  1. Massima integrazione

Se usato bene ogni strumento di marketing può essere utile, ma non è quasi mai sufficiente da solo. Mentre da un lato si attesta lo strapotere delle grandi big Google e Facebook (con annessa galassia) come piattaforme irrinunciabili, dall’altro si polverizzano le possibilità d’azione in mille rivoli. L’integrazione come strategia d’approccio diventa quindi indispensabile per dare una coerenza al tutto e puntare ad un adeguato ritorno sull’investimento. Un esempio pratico? Il lavoro che stiamo svolgendo per Campello Motors, con l’integrazione di online e offline.

  1. Fedeltà zero

Il concetto di love brand è molto scemato rispetto ai primi anni 2000. Oggi i consumatori sono scarsamente fedeli: per loro l’unico tempo è il presente. Contano poco o nulla il passato e il futuro, se non attraverso opinioni, recensioni e proiezioni in termini di aspettative in base ad un prodotto o servizio. Chi saprà cavalcare questa mentalità, sganciandosi dall’idea della fidelizzazione come punto d’arrivo e non come strumento, vincerà la battaglia.

  1. Product placement

La stampa è moribonda. Il mezzo generalista ancora vivo è la TV, ma i costi di pianificazione sono alti e appannaggio di pochissimi. Inoltre la pubblicità tradizionale ha sempre meno mordente, nonostante il pubblico raggiunto resti considerevole. Per questo il product placement in trasmissioni TV, video virali, blog e quant’altro ha preso sempre più piede e continuerà a farlo. Grandi e piccole aziende hanno l’occasione di mostrare il loro prodotto in uso, in un contesto “reale”, ad un pubblico vasto e distribuito su molti canali come mai nella storia. Un’occasione da non sprecare.