Search

Blog

Come creare un brand del food: il caso Olio Memento

Dopo due anni di lavoro nasce Olio Memento: l’olio extra vergine pugliese dal gusto intenso e fruttato. Un nuovo progetto personale alla riscoperta delle mie radici a tavola.

Ho deciso di raccontarti qualcosa su questo progetto, non solo per farmi un po’ di pubblicità (!!) ma per aiutarti a creare un brand nel settore del food. Vediamo insieme il caso di Olio Memento.
È appena nato, ma pesa già 5 kg! Dopo due anni di ricerca, errori, intuizioni, combattimenti contro la burocrazia e soprattutto duro lavoro, finalmente prende vita Olio Memento, l’olio extra vergine d’oliva che nasce per celebrare le radici più intime della mia storia personale e di quella della mia famiglia.
Il mio obiettivo: riprodurre il sapore deciso e intenso dell’olio “che pizzica”, quello con cui sono cresciuto e che mi ricorda le estati calde a casa dei nonni insieme a cugini, zii, genitori, a mia sorella. Volevo riprodurre quel profumo, quel sapore, quell’intensità che non si ritrova quasi più. E così ho collaborato con alcuni esperti, un po’ contro i loro consigli “di mercato”, per arrivare al gusto “perfetto” e portare qualcosa di autentico in tavola.

Posizionamento e identità del brand

Olio Memento contiene già nel nome il proprio concept: recuperare il gusto e l’intensità di un tempo, riavvolgendo il nastro dei ricordi. L’intero branding è basato sul tema del ricordo, inteso come un momento intimo e individuale. Sapori e odori che ci ricordano il tempo che fu ritrovano spazio in una dimensione contemporanea, applicati alla cucina di oggi e allo stile di vita attuale. Non solo gusto, ma anche un olio extra vergine d’oliva 100% italiano sano e genuino, dall’elevato apporto nutrizionale. Per ottenere un tale gusto e mantenere un altissimo apporto nutritivo, OIio Memento viene prodotto con una serie di accorgimenti interessanti, un po’ lunghi da spiegare qui. Le sue olive, selezionatissime, provengono dalle cultivar ogliarola barese e coratina, con le loro tipiche caratteristiche distintive.

Ma il ricordo diventa anche elemento collettivo, poiché “Memento”, inteso come “devi ricordare”, guarda alla mia generazione e a quelle future, chiamate a riscoprire il valore aggiunto della qualità italiana per farne occasione di rilancio economico e sociale. A livello di posizionamento, Olio Memento si colloca fra gli oli “di lusso” nel segmento medio-alto. L’identità del marchio passa attraverso la personificazione: a qualcuno potrà sembrare megalomania, ma in realtà è una scelta precisa di comunicazione. Lo stile elegante e sofisticato del packaging viene “scaldato” dalla raffigurazione di momenti di vita incentrati anche su di me. Alessandro, figlio di pugliesi e nato in Veneto, mette a nudo il proprio passato e lo offre agli altri, in un gesto di riscoperta. Da qui i due payoff del marchio: “Una storia di famiglia. Una storia pugliese” e “Un pizzico in gola che bussa alla nostra anima”.

L’identità del marchio è stata pensata quindi su due assi: da un lato assecondare le mie “armi” (la personalizzazione data dall’esperienza diretta, un prodotto di altissima qualità), dall’altra l’elevare il prodotto da “olio extra vergine di oliva pugliese” ad “esperienza sensoriale” che fa da ponte fra il passato e il futuro. Un tema apparentemente banale, in realtà non così ricorrente – in questi termini – nel mercato dell’olio d’oliva.

Packaging e immagine visiva

Olio Memento è attualmente composto da una gamma che comprende: bottiglia da 750 ml, lattina da 5 litri e aromatizzati al peperoncino e al limone da 250 ml.

A livello di packaging l’identità del marchio si esprime attraverso bottiglie slanciate ma rustiche, con un etichetta dalla forma distintiva che ricorda il movimento di un liquido quando viene versato. Il logo, vagamente retro, è accompagnato da elementi grafici minimalisti. Mentre l’utilizzo del verde è appena accennato, a differenza di quanto accade comunemente nelle etichette degli oli d’oliva.

La comunicazione social nei canali Facebook e Instagram, nonché tutta la comunicazione in generale (anche all’interno dell’ecommerce) alterna momenti più “sofisticati” ad altri più “genuini”, per offrire un effetto di eleganza e spontaneità al tempo stesso. Ad esempio, è possibile notare come la rappresentazione del prodotto avvenga tramite immagini “tecniche” con evidenti “errori” interni (ad esempio, la foglia troppo gialla di una cima di rapa), così da offrire un effetto di alto livello, ma vero e non “plastificato”.
Inoltre, le immagini non di prodotto vengono trattate con speciali effetti grafici, così da trasmettere un’idea di “ricordo” tramutando il soggetto rappresentato in un vero e priorio simulacro dello stesso.

Olio Memento può essere acquistato online

Per Olio Memento ho realizzato, in collaborazione con il team Frontiera Connection, un ecommerce dedicato dal design minimal. L’obiettivo? Raccontare il prodotto con una logica narrativa, affiancando elementi grafici vintage e una navigazione intuitiva, facile e immediata, molto fluida da smartphone.

Strategia di comunicazione e marketing per creare un brand food

Racconterò maggiori dettagli sulla strategia di comunicazione di Olio Memento in un prossimo articolo. Ora non posso proprio dirvi tutto tutto 😉 Il mio consiglio? La parola chiave è distinguersi: distinguersi con un prodotto di eccellenza che abbia una Unique Selling Proposition valida (un aspetto unico, davvero distintivo), una Reason Why credibile (un motivo per acquistare) e un Benefit chiaro (cosa si ottiene dal prodotto). Nel mio caso:

  • USP: prodotto altamente distintivo dal sapore e dal profumo intenso, come oggi non se ne trovano quasi più. Al punto che, per raccontarlo, siamo costretti a dover andare indietro nei ricordi.
  • Reason Why: prodotto italiano sano e gustoso, con elevato apporto nutrizionale. Da acquistare perché fa bene al corpo e allo spirito, per stupire sé stessi e gli ospiti e godersi un piccolo vizio.
  • Benefit: benessere psico-fisico, valenza sociale verso gli altri attraverso l’utilizzo di un prodotto di alto livello e poco noto, una nicchia da “veri intenditori”.