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5 consigli di web marketing turistico per promuovere la tua attività

Le abitudini dei viaggiatori online sono cambiate radicalmente. La pianificazione sta scomparendo, a favore di un nuovo real time planning. Non importa che tu sia un hotel, un bed & breakfast o un semplice blog: ecco 5 consigli di web marketing turistico per promuovere al meglio la tua attività online.

Dire che il web abbia letteralmente stravolto le regole del gioco in fatto di turismo e marketing è ormai cosa più che assodata. Quanto però il web marketing turistico sia cambiato negli ultimissimi mesi a cavallo fra il 2015 e il 2016 è un po’ meno scontato. Ci vengono in aiuto dei dati forniti da Bit Yahoo che mostrano in modo inequivocabile come l’unico marketing fondamentale per un’azienda che opera nel turismo sia quello digitale. Tutto il resto è un di più.

Non stupisce molto che sia il 91% degli utenti a prenotare almeno 1 volta all’anno qualcosa attraverso internet (una stanza o un volo ad esempio). Né che lo si faccia nel 47% dei casi attraverso il proprio cellulare e che la ricerca di località o strutture avvenga nel 46% dei casi attraverso motore di ricerca.

La vera rivoluzione sta nel 99% degli utenti che cerca informazioni durante il viaggio. Direttamente da mobile. Cosa significa? Significa che la fase di pianificazione è scomparsa. O meglio, che si è evoluta, diventando una pianificazione in tempo reale. Non si parte più sapendo già dove si andrà di preciso, cosa si vorrà vedere, dove si vorrà dormire. E non lo si fa più per spirito d’avventura, ma per forma mentis. Le implicazioni in termini di marketing sono tantissime e proveremo qui di seguito a individuare 5 consigli di marketing per il turismo a partire da questo dato apparentemente banale. Che tanto banale poi non è.

1. Il tuo sito mobile dev’essere perfetto

Se il 99% degli utenti cerca informazioni mentre è in viaggio, significa che hai un 99% di possibilità che il tuo sito venga visualizzato da mobile. I siti non perfettamente responsive, cioè non perfettamente adatti alla navigazione da mobile, ottengono altissimi punteggi (negativi) in termini di bounce rate (frequenza di rimbalzo). In poche parole, non vengono navigati. Gli utenti chiudono dopo pochi secondi senza compiere azioni.

Gli sforzi fatti per essere trovati, dalle attività per la SEO organica fino all’advertising, sono completamente vanificati. Ogni sito non responsive è penalizzato perché Google assegna un punteggio minore ai siti che non sono mobile friendly, quindi si riducono le possibilità di essere trovati tramite motore di ricerca.

Ma non solo: nel caso del turismo è l’utente ad essere penalizzato per primo, perché nel poco tempo a disposizione (e poco wifi e poca batteria?) dovrà trovare rapidamente e facilmente le informazioni che sta cercando. Se questo non accade? Chiuderà il tuo sito in un batter d’occhi e navigherà quello di un tuo competitor.

In Italia il numero di aziende che non ha un sito responsive è impressionante (poco meno del 40%). Quindi questo primo consiglio apparentemente ovvio non è affatto ovvio.

2. Intercetta l’utente con la funzione giusta al momento giusto

Assumendo il punto di vista dell’utente il web marketing turistico si basa su una serie di 3 fasi scandite da bisogni specifici: planning, booking e sharing. Ragiona bene quindi su quale sia il tuo ruolo online.

Chi opera nel turismo online deve intercettare almeno 1 di queste 3 fasi. Non ci si può collocare al di fuori di questo schema. Non è necessario che tutte le fasi siano svolte dallo stesso soggetto, sullo stesso sito o sulla stessa piattaforma. L’importante è che si riesca ad essere concorrenziali in almeno una di queste.

Prendiamo l’esempio delle compagnie aeree. Il loro core-business è il punto 3 (fase di booking) ma, per aumentare la marginalizzazione dei profitti e migliorare l’esperienza dell’utente, hanno ideato sistemi per aiutare il planning, durante la fase di booking. Cerchi un’aereo da Venezia a Dublino? Ti aiutiamo a noleggiare un’auto e a trovare una sistemazione a Dublino. Se non si dà seguito si ricevono email o messaggi pubblicitari prima della partenza o nel momento in cui il gps del nostro telefono farà sapere ai sistemi di email marketing automatizzato che siamo nella zona prevista.

La fantasia e la complessità di funzioni offerte all’utente possono essere senza limiti. Ma è necessario focalizzarsi su una di queste per eventualmente aprire, a ventaglio, anche le altre. La tuttologia non è più di casa nel web di oggi.

Il nostro progetto Caravan Park World è un esempio per il punto 2 (planning). Si tratta di un portale che aiuta i camperisti a trovare aree sosta camper geolocalizzate lungo il proprio percorso attraverso una mappa interattiva. Interviene proprio mentre si è in viaggio, per aiutare il planning dell’ultimo minuto.

3. Incentiva più che puoi lo sharing

La terza fase, quella dello sharing, può fare la differenza in quel 99% dei casi in cui ci si informa strada facendo, durante il viaggio. Su Trip Advisor, Booking, Google o Facebook, chi non ha mai consultato almeno una recensione prima di andare in un ristorante o in un hotel? Incentivare lo sharing permette a chi lavora nel turismo di assecondare il bisogno esperienziale dei viaggiatori online, trasformando i 5 punti qui sopra in un circolo che si autoalimenta. Avrete notato che da qualche tempo il nuovo Android invia notifiche push di Google che ci invita a lasciare una recensione del luogo in cui stiamo lavorando, del cinema in cui guardiamo un film o del bar in cui ci troviamo.

Gli algoritmi dei motori di ricerca generalisti come Google o targetizzati come Booking premiano il lavoro di chi fa produrre contenuti. Quindi tendono a dare più visibilità a una struttura di cui si parla molto, meglio se con punteggi alti. Non solo: l’utente la premia ancor di più, perché tenderà ovviamente a scegliere chi viene giudicato bene dagli altri clienti.

La rete è il luogo in cui si riversa l’insoddisfazione delle persone. In genere si tende a considerare ovvio che tutto vada bene e che si sia soddisfatti del trattamento ricevuto, per cui è più facile che a scrivere siano gli insoddisfatti. Incentivare in modo esplicito le recensioni aumenta le possibilità di ricevere punteggi e giudizi positivi. Senza bisogno di inventarle o di truccare le carte. Ricorda che il 71% degli utenti considera positivo che una struttura risponda alle recensioni in prima persona, anche quando esse sono negative.

Spostandosi sui social network invece, e su tutti gli altri strumenti di condivisione online (ad esempio i blog) il meccansimo è simile. Incentivare in modo esplicito la condivisione aiuta a far girare il proprio nome, ma anche video e foto, in modo esponenziale e a costo contenuto. Nessuna pubblicità è migliore di un cliente soddisfatto che parla di noi.

4. Personalizza l’offerta turistica digitale

Qui entra in gioco la rivoluzione introdotta dai cookies e dal tracciamento degli interessi di Facebook. L’offerta turistica che stai proponendo deve essere interessante, vista al momento giusto, geolocalizzata.

Tramite lo strumento di advertising manager di Facebook puoi settare obiettivi di campagna targetizzando il pubblico in modo molto approfondito, ad esempio secondo interessi specifici. In ambito turistico, abbiamo promosso il portale Caravan Park World ai camperisti italiani con un’efficacia molto alta. Siamo stati bravi, ma soprattutto fortunati: Facebook è riuscito a targetizzare bene i camperisti, aiutando la nostra campagna.

La parte più interessante però sta nella geolocalizzazione e nella visualizzazione al momento giusto, possibili anche queste con Facebook advertising e basate entrambe sul dato plebiscitario del 99% riguardo gli utenti impegnati a fare ricerche mentre viaggiano. Vediamola nel punto successivo.

5. Offerta real time con Facebook

Avrete notato come Facebook vi permetta di dire agli altri cosa state per fare. Ad esempio che siete all’aeroporto e che state per partire per Londra. Per gli utenti è un simpatico giochino, ma per le aziende è una fonte di opportunità di marketing turistico.

Settando le campagne di advertising profilando per localizzazione e non per interessi, ma per comportamento è possibile far vedere un determinato contenuto a chi sta compiendo una determinata azione. Ad esempio: se il nostro ristorante di Venezia vuole farsi vedere da un turista americano in arrivo a Venezia, potrà attivare una campagna con queste funzioni, riuscendo a intercettare la fase di planning “in corsa” durante il viaggio e raggiungendo la persona giusta al momento giusto.

Il mix di interessi + azioni (comportamento) + localizzazione è il futuro – anzi il presente – del web marketing turistico. Lo strumento più agevole e concorrenziale come rapporto qualità/prezzo per fare questo è ancora Facebook, che nel tempo ha alzato i suoi costi, ma resta un ottimo alleato.